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Al via No Smog Mobility: le idee e soluzioni ecosostenibili alla Scuola Politecnica di Palermo

No Smog Mobility

(di redazione) La rivoluzione urbana degli ultimi anni, i modelli di città eco sostenibili. E poi ancora le idee e le soluzioni necessarie ad alimentare la sostenibilità delle città europee. Palermo e la sua nuova rigenerazione urbana.

Sono i temi con cui si è aperta l’ottava edizione di No Smog Mobility, la rassegna sulla mobilità sostenibile in programma nel capoluogo siciliano fino a domani. Questo pomeriggio, nella gremita aula Capitó della scuola Politecnica, Marco Romano, vice direttore responsabile del Giornale di Sicilia ha moderato la tavola rotonda “Come cambiano le città con la mobilità condivisa e le nuove forme di mobilità”.

“L’Università di Palermo – ha spiegato il professore Maurizio Carta, presidente della Scuola Politecnica – guarda lontano e la nostra Scuola non può non tenere in considerazione quale sarà il futuro della nostra città e noi, come Ateneo, siamo protagonisti”. Durante la tavola rotonda, un amarcord del direttore editoriale di Italpress, Italo Cucci ha rievocato la bellezza del tram “nel viaggio quotidiano delle nostre città.

Il tram – ha raccontato Cucci – è libero, il tram ci fa arrivare in orario, il tram è l’unico mezzo che ha la precedenza su tutto ed è soprattutto una soluzione elettrica efficace al traffico”. E sul tema del traffico cittadino, annosa questione per la città di Palermo, è intervenuto Michele Cimino, presidente Amat che ha risposto alla provocazione del relatore Marco Romano che ha chiesto al presidente della partecipata perché a Palermo il 75% dei cittadini usa il mezzo privato.

“Siamo molto indietro – ha spiegato Cimino – nelle iniziative che coinvolgono i cittadini ad utilizzare i mezzi pubblici. Ci stiamo cercando di mettere al passo per cercare di cambiare le abitudini dei palermitani. A oggi il bilancio del trasporto pubblico su gomma è in positivo, al contrario del tram ma spero che nel nuovo piano industriale ci sarà il potenziamento di questa struttura”.

La sostenibilità delle città deve essere integrata con delle iniziative private che possano agevolare la qualità della vita. “UniCredit – ha dichiarato Roberto Cassata, responsabile Relazioni con il Territorio Sicilia – ha promosso, a livello globale, una road map ambientale già a partire dal 2008.

La banca ha ridotto le emissioni di gas serra, prodotte dai nostri uffici e dalle nostre agenzie, del 41% alla fine del 2017 rispetto al 2008. L’obiettivo è quello di arrivare ad una riduzione del 60% entro il 2020 e dell’80% entro il 2030. Il nostro impegno è visibile anche nelle scelte di erogazione del credito.

Abbiamo, a livello globale, uno stock di finanziamenti in fonti di energia rinnovabili pari a 8,2 miliardi di euro alla fine del 2017. Nel solo 2017 abbiamo erogato finanziamenti per l’efficienza energetica per 1,3 miliardi di euro”.

E se le banche possono contribuire a migliorare la qualità di vita e di spostamenti dei propri dipendenti, le case auto, ormai da anni, lavorano in questa direzione. Per questo Fabrizio Corsi, product planning dept manager di Yamaha Motor Europe, ha ricordato il grande progetto che Yamaha Motor ha lanciato a Milano.

Il progetto Treecity che vede lo scooter Tricity protagonista della mobilità urbana, con una piantumazione nella città di Milano e una vera e propria campagna di forestazione.

Al termine dei lavori gli studenti e i numerosi giornalisti presenti in sala hanno potuto provare alcuni modelli di auto elettriche.

Stasera la proclamazione dei vincitori dei “Green Prix 2018”, i premi assegnati alle aziende ritenute particolarmente meritevoli per iniziative o prodotti lanciati nel corso di quest’anno che riceveranno in premio 10 alberi ciascuna, che andranno ad infoltire il “Bosco di No Smog Mobility”, all’interno della Città Universitaria di Palermo.

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