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Al Teatro Verdura il ricordo di Jon Lord con Ian Paice

Teatro Verdura
Orchestra del Teatro Verdura

Venerdì 7 settembre, al Teatro di Verdura di Palermo è andato di scena l’omaggio a Jon Lord, storico tastierista del gruppo rock Deep Purple scomparso, dopo una lunga malattia, lo scorso 16 Luglio.

L’Orchestra giovanile del Conservatorio “V.Bellini” di Palermo diretta da un ispirato Alberto Maniaci ha eseguito, insieme alla Electric Band, tra i brani più celebri dello storico gruppo hardo rock; ospite d’eccezione Ian Paice, mancino batterista dei Deep Purple, unico ad essere stato sempre presente nelle varie formazioni della band.

Paice entra dopo due brani arrangiati dalla sola orchestra (Wait a while e Picture within) e ricorda l’amico scomparso dedicando due parole di elogio al microfono (rigorosamente in inglese con il traduttore accanto). Non è la prima volta che Paice si presta a questo genere di commemorazione infatti il 3 agosto 2012 si è esibito in un concerto ad Arba (provincia di Pordenone) con la cover band R.A.I.N. anch’esso per ricordare Jon Lord.

Per Higway star il pubblico rimane in religioso silenzio e l’orchestra a fare da spettatore non pagante lasciando la scena ad un Paice molto pirotecnico ben coadiuvato alla Electric Band, classico esempio di gruppo cover, con il cantante Rocco Tarantino in giornata di grazia che ricorda incredibilmente per fisico e modulazione vocale il cantante dei Darkness.

Il suono di Paice, un po’ troppo anticipato, è caldo grazie alla buona amplificazione riservata, diversamente agli altri membri del gruppo che non avevano un suono ottimale. L’orchestra sembra molto affiatata e suona le proprie parti con dedizione, in particolare la cantante Germana Di Cara si esibisce impeccabilmente con perfetto stile.

Dopo una breve pausa si riprende sulla falsa riga del primo tempo con Ian Paice che fa il suo ingresso dopo un brano eseguito solamente dall’orchestra (The sun will shine again, composta dal solo Jon Lord) per una rivisitazione del Boureè di Bach. La seguente Lazy è un blues classico che gioca molto su botta e risposta tra l’organista Fabrizio Forte, il chitarrista Mimmo Di Bari e il cantante Rocco Tarantino che si esibisce in evoluzioni all’armonica.

Gli ultimi brani sono un autentico revival anni 70 (Child in time, Black night e Smoke on the water) con Ian Paice sugli scudi che si esibisce in un assolo alla batteria, lontano parente di quello del live Made in Japan, che fa scatenare il fanatismo di parte dei pubblico. Il connubio orchestra/electric band & Paice lascia musicalmente a desiderare ma d’altronde già i Metallica ed i Kiss (con i membri dell’orchestra in frac e con il viso dipinto) avevano abituato a questo genere di forzature; nei brani più rock dove è presente, l’orchestra nel momento in cui non suona la propria parte lascia improvvisamente un vuoto musicale molto difficile da accettare. Ma è un omaggio ad un grande della musica e va preso come tale.

Simone Giuffrida

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