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Al Teatro Massimo i cento anni del “Sacre du Printemps” di Igor Stravinskij

Sabato 12 ottobre alle ore 18:30, un nuovo appuntamento della Stagione concertistica 2013 del Teatro Massimo diretto da Will Humburg e dedicato all’opera più rappresentativa del Novecento sinfonico: Le sacre du Printemps (“La sagra della primavera”) di Igor Stravinskij, che al suo “scandaloso” debutto a Parigi proprio cento anni fa (come balletto con la coreografia di Nižinskij per i Ballet russes di Djagilev), turbò il pubblico e i critici giunti da tutto il mondo per l’imponenza sonora e strutturale del pezzo, scandalizzando la borghesia dell’epoca, ma contemporaneamente ispirando tutti quei musicisti, sia giovani sia maturi, che il 29 maggio 1913 si trovavano al Théâtre des Champs-Elysées, fra cui Ravel, Casella e Puccini.

La prima parte del Sacre, intitolata “L’adoration de la terre”, è suddivisa in otto sezioni a loro volta intitolate: “Introduction”, “Les augures printaniers, Danses des adolescentes”, “Jeu du rapt”, “Rondes printanières”, “Jeu des cités rivales”, “Cortège du sage”, “Le sage”, “Danse de la terre”. La seconda parte, “Le sacrifice”, consta di sei sezioni dal titolo: “Introduction”, “Cercles mystérieux des adolescentes”, “Glorification de l’Élue”, “Évocation des ancêtres”, “Action rituelle des ancêtres”, “Danse sacrale (l’Élue)”. Da un frammento all’altro l’orchestra (il cui organico previsto è d’inconsueta ampiezza, specie nei fiati) viene costantemente sollecitata alla ricerca di particolarità e raffinatezze timbriche, tali da farne una pagina di alto virtuosismo per ogni compagine e ogni direttore.

L’esecuzione del Sacre di Stravinskij è preceduta dalla pagina sinfonica di un altro importante compositore russo, Dmitrij Sostakovic, del quale Humburg e l’Orchestra del Massimo eseguono la Sinfonia n. 15 in La maggiore op. 141 del 1972, ultima della lunga serie scritta dal compositore. Di organico particolarmente ampio, questa Sinfonia fa uso degli strumenti non solo in gruppi massicci ma anche con fini tessiture e numerosi assolo, adoperando una gran quantità di materiali tematici sia originali sia storici, come per esempio il celeberrimo tema dell’Ouverture del Guillaume Tell di Rossini, il Leitmotiv del “Destino”dalla Walküre e il ritmo della marcia funebre dal Siegfried di Wagner.

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