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Al Teatro Jolly si esibisce martedì 1 aprile Bill Frisell

E’ il maestro eclettico della chitarra, l’artista che ha rivisitato in modo personale e brillante gli stili classici americani, come il blues e il country: un profilo che non può che corrispondere a quello di Bill Frisell, assoluto protagonista al Teatro Jolly di Palermo martedì 1° aprile (21.30).

Il concerto, ennesima perla della stagione Nomos Jazz, vedrà anche la presenza sul palco di Eyvind Kang (viola) e Rudy Royston (batteria).

Talento poliedrico e fine compositore, sul finire degli anni Settanta Bill Frisell ha già arricchito il proprio bagaglio culturale tramite le suggestioni della surf music e del rock made in England: decisivo l’incontro con il chitarrista statunitense Jim Hall, con il quale ha modo di collaborare e approndire le proprie passioni. Le radici jazz di Frisell si manifestano con evidenza durante gli anni Ottanta, quando lavora in sinergia con il gruppo di Paul Motian e incide con Bob Moses.

L’anno della consacrazione è senza dubbio il 1992, quando arriva la pubblicazione di Have a Little Faith, album in cui la sua fantasia timbrica e melodica si presta benissimo ad un passionale incontro con la musica classica e popolare americana, un progetto che proseguirà negli anni a venire fino all’uscita del più recente Disfarmer.

La metà del decennio vede Frisell trasferirsi a Seattle: è la stagione in cui l’artista continua lo studio di stili e frammenti diversi, orientati verso un’intimismo più denso. L’Italia, nel frattempo, conosce direttamente Bill Frisell: nel 1995 il compositore lavora alla colonna sonora del film La scuola diretto da Daniele Luchetti.

Con il nuovo millennio cambiano anche le tonalità e i colori della chitarra del “maestro”, autore dell’album Bill Frisell with Dave Holland and Elvin Jones, disco nel quale sono presenti assieme chitarra acustica ed elettrica. Nel 2005 arriva il Grammy Award come Best Contemporary Jazz Album, in seguito all’uscita di Unspeakable. Varcata la soglia dei sessanta, il richiamo della chitarra e delle sue infinite atmosfere non sembra essere cessato per questo musicista gentile e originale venuto da Baltimora.

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