CulturaPrimo Piano

Al “Ferrara ” di Palermo si ricorda Pio La Torre e Rosario Di Salvo

Un’aula magna addobbata a festa con tanti studenti arrivati anche da Camporeale, Piana degli Albanesi ( sono i giovani salvati a Lampedusa e ora ospiti in questa comunità Greco-Bizantina) , da Monreale, vi è pure il coordinatore del Parlamento della Legalità per la Sicurezza Luca Tartaglia arrivato da Milano, la squadra della Sancis, l’assessore del Comune di Palermo Giuseppe Barbera, giornalisti, telecamere di emittenti televisive, sindaci del territorio, forze dell’ordine, docenti, e gli studenti del “Ferrara” che giocando in casa hanno chiesto un mondo più vero dove la mafia venga immediatamente depennata e al suo posto si metta solidarietà , pace, amore, fratellanza.

Al tavolo della Presidenza, il Dirigente Scolastico Eliana Romano, il prof. Nicolò Mannino moderatore e fondatore del Parlamento della Legalità, il Presidente della Commissione Cultura e Lavoro dell’Ars Marcello Greco e Franco La Torre – figlio di Pio La Torre ucciso dalla mafia insieme a Rosario Di Salvo.

Una giornata sì bagnata dalla pioggia ma riscaldata dal cuore e dalla ferrea volontà di tanti nel dire NO a ogni forma di criminalità che non risparmia nessuno. Da tutti una sola certezza: “La cultura può educare le coscienze a rifiutare ogni logica di morte che sa dare all’uomo la libertà e la dignità di crescere in un presente di speranza e di pace.”

Nel conferire il Premio Memorial Pio La Torre al Dirigente Scolastico Eliana Romano e quello di Rosario di Salvo al Presidente della V Commissione all’ARS Marcello Greco, con voce forte e con la ferita nel cuore per la morte di papà Pio, Franco La Torre sottolinea: “Questi Premi Memorial che oggi consegno sono delle “croci”. Forse un modo per dire “Si qui dobbiamo fermarci, mediate e riflettere come far risorgere i tanti poveri Cristi assassinati solo pe aver detto da quale parte stavano fino alla fine”. Dobbiamo frantumare le catene che ci legano e ci impediscono di essere cittadini che credono nei valori della Legalità e della Giustizia..e la SCUOLA può e deve fare la sua parte.”

In prima fila otto giovani sbarcati a Lampedusa e salvati dalle onde dell’indifferenza e della guerra fratricida. Guardano, uno di loro si alza e parla in inglese. Alessandro, un giovane di Piana degli Albanesi traduce: “Vi vuole dire GRAZIE per averli invitati e perchè sentono il vostro abbraccio e il vostro affetto”. Per loro tanti doni: sciarpe, maglioni, libri, quaderni, zaini, ecc…

Un modo per passare dalle parole ai fatti. E questi sono fatti che parlano da sé. E questo è il vero volto del Parlamento della Legalità e di chi ci crede ancora schiodando dalla croce del dolore, dell’odio e dell’indifferenza chi desidera credere che c’è ancora cielo sopra di noi. E al “Ferrara ” questo è SEMPRE possibile.

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.