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Al cinema successo per “Attacco al potere”. E in Italia che succede?

Nelle sale cinematografiche palermitane imperversa il film intitolato “Attacco al potere: l’Olimpo e’ caduto”. Una trama che ha il sapore di una guerra vera e propria con tanto di bombe, armi, e sofisticate azioni di attacco e difesa.

Il film ci espone la storia, possibilmente attualissima, di un piccolo gruppo di terroristi nord-coreani i quali, sotto mentite spoglie (turisti appena scesi da un pullman nei pressi della Casa Bianca) si trasformano in pattuglia di attacco. Si dà così il via ad un audace agguato in pieno giorno, oltrepassando l’edificio autorevole e prendendo in ostaggio il Presidente Benjamin ed il suo staff già contemporaneamente portato in salvo, si fa per dire, dai suoi, all’interno del bunker presidenziale sotterraneo e lì preso in ostaggio a sua volta da finti portavoci di un ministro coreano che era appena andato lì in visita. Il loro obiettivo è quello di mettere sotto scacco l’intera nazione degli Stati Uniti. Infuria una battaglia campale sul prato della Casa Bianca….. Esplosioni, piogge di proiettili, elicotteri e altro ancora, per un film che punta sul disimpegno.

L’Olimpo è quindi caduto. E’ questa la frase in codice che uno degli addetti alla sicurezza del presidente degli Stati Uniti pronuncia poco prima di morire ad un attonito gruppo di rappresentanti governativi, stipati in una stanza segreta all’interno del Pentagono….lascio al pubblico la visione finale del film in quanto svelare come evolve l’attacco più potente ad una potenza appunto mondiale, sarebbe una colossale mancanza di rispetto… diciamo, per la suspance! Però non posso esimermi dal raccontarvi la mia profonda riflessione in cui sono piombata, mentre scorrevano dinanzi a me le scene del film…..

Mi sovveniva l’immagine di un attacco al potere qui in Italia, qui dove regna sovrana la rabbia e la voglia di farlo veramente!!!Crisi, pianto, urla, tanto sconforto e che cosa succede? Davanti a Palazzo Chigi, in Roma, un carabiniere, come ci raccontano recentemente i quotidiani italiani, viene colpito a fuoco da una persona esasperata che, con determinazione ed arma letale in mano, corre verso il palazzaccio di Roma, dove in verità vi erano i politici di turno,veri suoi obbiettivi, mentre stavano giurando fedeltà alla Repubblica Italiana…!!!

E’ un episodio realmente accaduto e che ha lasciato tutti gli animi sgomenti e rammaricati…Direte voi: perché l’obbiettivo era sbagliato? Sì per questo, quel carabiniere ….che faceva di male? Stava espletando il suo servizio di pattuglia e guardia, era di turno come di solito nel suo rango ed ha pagato uno scotto disumano, è stato ferito brutalmente e con efferatezza immeritatamente!…e poi dall’altro lato c’è un uomo disperato che ha sparato, uno dei tanti che forse covano insoddisfazione disagio, insofferenza, sì proprio rabbia, non angustia, forme di emotività più vicine alla perdita di razionalità e di controllo che ad aspetti umani…ecco perché l’ha fatto….si è procurato una forma di giustizia ma a discapito di chi non poteva che aiutarlo, invece… Gesto efferato che non trova alcuna giustificazione, sotto l’impulso alla violenza!

Mi sovvenivano le immagini di tanti uomini, donne, lavoratori, espulsi, esodati, licenziati, in cassa integrazione disperati, privati della dignità, membri di un corteo che somiglia ad un esercito vero e proprio, armato della più pericolosa arma che ci potesse essere in produzione: la rabbia e lo sdegno, la privazione di ogni forma di aiuto, proprio non offerto né garantito dai politici che sono stati votati e che hanno rubato la fiducia… politici che stanno perdendo un sacco di tempo per prendere una decisione di fatto che risolva i problemi di quegli Italiani.

Un vero e proprio attacco al potere sarebbe stato sintomo di una rivoluzione che nell’immaginario collettivo è sempre lì pronta per esplodere…quante volte per chi ha ancora la fortuna di lavorare si assiste ad una mistificazione delle professionalità maturate perché passano avanti sempre i raccomandati, perché non cambia mai nulla, perché chi sa lavorare resta indietro non viene incentivato con niente che sia invece la promozione, l’avanzamento di carriera, la valutazione positiva del loro prodotto, perché la politica di destra o di sinistra è sempre la stessa, usa sempre lo stesso “metro”: si fa sempre quello che dicono loro come in una dittatura..come sull’Olimpo degli dei!! Non ci si può proporre per opere di miglioramento, per collaborazioni eccelse se non hai uno sponsor politico di spicco….se non hai le conoscenze “giuste”…ma quali giuste?

Che cosa hanno di giusto o di giustizia queste maniere di fare politica? Sono sempre gli stessi volti che fanno la politica dei falliti, dei mediocri, i quali, non potendo confrontarsi con gli ottimi, si fanno strada con la corruzione, con le loro intese sottobanco…con i loro sporchi intrallazzi e lasciano fuori la gente civile, le persone per bene, quei giovani dotti e quei professionisti onesti che per esempio, potrebbero restare qui in Italia piuttosto che fuggire in altri paesi e collaborare per costruire le soluzioni, trovare gli incentivi economici al miglioramento delle nostre vite e dei nostri figli, al progressivo sviluppo della nostra economia, del mondo del lavoro meglio e più efficacemente organizzato, in nome e per conto, insomma, di una politica della “civiltà”!!!

Scene di violenza quelle, soffocate negli animi e temute, che non ci augureremmo mai naturalmente, né di vedere esplose sulle piazze delle città né sugli schermi dei cinema….ma che purtroppo prendono spunto da un disagio epocale che è incombente e che si chiama:”paura dei più forti!!” Quando infatti, come è citato nella locandina del film in argomento, la libertà è in ostaggio, non esiste negoziazione….e allora?…non resta che riflettere sull’uso del buon senso, invocare fortemente una giustizia divina, e forzare ancora una volta la volontà di dare fiducia in coloro che ci governano, con l’auspicio che “l’attacco al potere” non sia quello di loro alle nostre vite, al nostro potere di sopravvivenza potere cioè di volere risolvere i problemi e le questioni più urgenti perché principalmente “umane”.

Gabriella Cerdone

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