Cinema-Teatro-Musica

Al cinema Red Lights, thriller sul paranormale

Red Lights, locandina film

Il mondo del paranormale ha affascinato l’uomo fin dai tempi più antichi. Fenomeni sovrannaturali, inspiegabili, riconducibili a entità non corporee hanno per secoli suggestionato milioni di persone in tutto il mondo e in tutte le culture.

Il contatto col mondo dei morti, le sedute spiritiche, soprattutto nel secolo scorso, erano molto gettonate. Ovviamente burloni, ciarlati, impostori di ogni genere, hanno approfittato sempre, e continuano a farlo, della credulità dei più deboli, persone fragili che vivono esperienze tragiche, come la morte di un parente o una grave malattia, che rivolgendosi a presunti sensitivi, parapsicologi, medium e chiaroveggenti sperano di potere riempire quel vuoto esistenziale difficile però da colmare.

Dagli anni ’70 soprattutto in America, lo studio dei fenomeni paranormali, è visto in chiave più razionale e scientifica. Lo scopo è quello di smascherare gli impostori, perché quello che apparentemente sembra un fenomeno inspiegabile non è altro, a volte, del frutto della mente umana. Si sa da molto tempo ormai, che l’uomo medio utilizza solo il 20% delle sue facoltà cerebrali; rimane quindi un 80% inutilizzato. Ci sono però persone che ne utilizzano un po’ di più del 20%.

L’ultimo film del regista spagnolo Rodrigo Cortés tratta proprio queste tematiche. Red Lights è un thriller sul paranormale con due attori di grande professionalità come Robert de Niro e Sigourney Weaver.

L’attore protagonista è però il giovane Cillian Murphy (famoso per “28 Giorni Dopo”) nel film fidanzato con la bellissima Elizabeth Olsen. Il film, interessante e coinvolgente durante tutto il primo tempo, scade nella banalità e nello scontato, durante il secondo, tipico di alcuni horror e thriller degli ultimi anni. La fine del film ricorda molto “The Other” del 2001, confermando la poca originalità del regista nello stupire il pubblico con i colpi di scena.

Ottima comunque la fotografia di Xavi Gimenez realizzando un’opera dalla luce soffusa e autunnale anche se un po’ insistente. Il film è sorretto dall’affascinante e carismatica Weaver, mentre De Niro, che appare invecchiato e fuori forma, appare una caricatura dell’immenso attore che era.

Alessandro Marsala

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Un Commento

  1. condivido con quanto scritto…soprattutto in merito al fatto che l’attrice Sigourney Weaver avrebbe potuto avere un ruolo di maggior rilievo e sulla banalità del finale già visto in The Others…poca fantasia 😉 di sicuro un film che non necessitava di essere visto al cinema!

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.