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Agenda Monti, Passera è il primo a saltare

Monti – Passera, foto internet

Meno uno. Il vertice di Monteverde, quello durato la bellezza di quattro ore che ha sancito la “salita” in politica di Mario Monti alla guida di un grande centro moderato (non come candidato premier ma come capo coalizione), ha già fatto la prima vittima. Volontaria. È Corrado Passera, ministro dello Sviluppo Economico durante quest’ultimo anno transitorio, colui che aveva manifestato l’intenzione di rimanere a Montecitorio da politico e non più da tecnico.

Ma la sua linea, quella di evitare divisioni – anche se di comodo – alla Camera, non è passata. Troppo forte la volontà di Pierferdinando Casini e Luca Cordero di Montezemolo di presentarsi separatamente, scelta avallata dal Professore: “Credo sia giusto che rimanga l’Udc e poi una lista civica in particolare, vedremo”. Dentro, comunque, oltre al leader dei cattolici e all’imprenditore dal sangue blu, anche Futuro e Libertà di Fini, l’associazionismo cristiano (Acli) e l’Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli. Saranno tutti insieme appassionatamente, invece, per il Senato, dove lo sbarramento “monstre” all’ 8% sconsiglia pensate diverse.

Volevo evitare confusione negli elettori – avrebbe detto Corrado Passera spiegando il perché della sua mozione – oltre a inutili e dannose guerre fratricide”. Ma non lo hanno ascoltato minimamente, così il banchiere comasco (membro della cordata che ha salvato Alitalia) ha detto grazie, augurato in bocca al lupo e se n’è andato. Senza troppi drammi.

A Monti dispiacerà, perché su Passera contava molto. Proverà a convincerlo, ma è indubbio che il volere di uno non potrà mettere in discussione le decisioni di molti (soprattutto se si chiamano Casini e Montezemolo) e le strade si dividerebbero. Ora cosa farà Corrado? Il Partito Democratico ha già annunciato che non candiderà ministri, impensabile un approdo sulla sponda berlusconiana. Tornerà ai suoi affari privati, come hanno deciso anche la Severino e la Fornero?

Intanto, a margine della riunione di ieri, Casini ha tenuto a precisare che “questa coalizione non nasce per allearsi con il Pd, lo ribadisco fermamente”. Non è escluso, comunque, che ciò possa accadere, considerate anche le parole di moderata apertura da parte del segretario democratico, Pier Luigi Bersani.

Valerio Valeri

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