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Adottare un cane e ricevere un incentivo: ecco perché non potrà funzionare!

(di Massimo Brizzi) Qualche settimana al Natale e si torna a parlare del Canile Municipale di Palermo. L’incipit che ha animato il dibattito negli ultimi anni è invariato, riuscire a svuotare la struttura di via del Tiro a Segno e iniziare e si spera anche concludere una ristrutturazione attesa da anni.

Mettere a nuovo il Canile Sanitario, offrire agli amici a 4 zampe confortevoli e adeguate condizioni di stallo, un sogno ricorrente tra coloro che hanno dedicato la vita al benessere animale.

Palermo città difficile, duramente colpita dalla crisi economica, disoccupazione e licenziamenti hanno sradicato certezze e per migliaia di famiglie già dopo il 15 inizia “la via crucis” di un cammino tutto in salita per raggiungere la fine del mese.

Economia e 4 zampe, due temi non legati all’apparenza improvvisamente destinati a  intrecciarsi; si perché a chi adotterà un cane dalla struttura municipale verrà assegnata una somma di 480 euro, la scelta dell’amministrazione per snellire le procedure per sgomberare il canile. Destinate le risorse per il 2017 ed il 2018 si attende la pubblicazione sull’Albo Pretorio Online e sul sito del Comune di Palermo.

La somma erogata dovrà essere assegnata dopo 120 giorni di possesso dell’animale che verrà comunque affidato sterilizzato, microchippato e volturato a nome del nuovo intestatario.

Potrebbe essere la trovata geniale ma bisogna prima mettere in conto la realtà territoriale ed economica con la quale si troverà a confrontarsi.

Negli anni canile municipale al collasso, dato di fatto innegabile, provocato da costanti e giornalieri abbandoni di cani spesso mal ridotti e lasciati al proprio destino, segnati da malattie, abusati dalla cattiveria di umani senza scrupoli che dopo aver deciso in modo superficiale di prendere un animale per sempre, al primo ostacolo non hanno esitato a sbatterlo fuori dalla porta come il peggior nemico.

D’accordo il Canile va svuotato ed un incentivo economico sarà vincente, soldi per altro mai trovati e sempre negati a tutte le associazioni animaliste che sul territorio hanno mandato avanti popolati rifugi con sacrifici enormi solo grazie alle donazioni ed all’amore dei privati.

Rivedere le modalità di assegnazione dell’incentivo e soprattutto la destinazione dell’animale che a rigore di logica e senza alcuna malafede in chi scrive potrebbe essere adottato solo a fronte della promessa di contributo dopo i 120 giorni.

Chippati e volturati, non è una sufficiente garanzia di sicurezza per animali adottati. Un cane si può comprare, meglio se viene adottato ma niente premi, il regalo lo farà da sé con l’amore incondizionato verso l’essere umano che sceglierà di rinunciare anche ad un capo d’abbigliamento pur di sostenere le spese di mantenimento del suo compagno di vita.

Opportuno sarebbe stato prima di una simile scelta anche il coinvolgimento delle associazioni animaliste, vere parafulmini nel corso del tempo, volontari utili per tutte le stagioni ma esclusi al momento di così delicate decisioni.

Una storia che lascia dubbi e perplessità a neanche qualche settimana da Confido un bell’evento promosso dall’amministrazione a favore dei cani ospiti di via del Tiro a Segno che avrebbe potuto avere ancora più fortuna se ripetuto a pochi giorni dalle feste di Natale.

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