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Accordo tra Civico e Cnr Pisa per cardiorisonanza magnetica

Collaborazione multidisciplinare tra l’unità operativa di Radiologia dell’Arnas Civico e l’unità operativa di Risonanza Magnetica Cardiovascolare della Fondazione CNR-Regione Toscana Gabriele Monasterio di Pisa, primo centro in Italia di RM dedicato alla studio esclusivo del cuore dal 2000 con circa 2500 esami per anno. Un protocollo d’intesa sancisce l’interazione tra le due strutture in cui la Fondazione Monasterio ha garantito la formazione per un radiologo, due cardiologi e un tecnico di radiologia, secondo gli standard previsti dalle società europea di cardiologia, e la fornitura di un sistema brevettato dalla Fondazione Monasterio per la quantificazione dell’accumulo di ferro cardiaco. Al Civico, dove stamattina è stata presentata la nuova metodica, lavora un’equipe multispecialistica che ha avviato la cardiorisonanza magnetica. Sono già una cinquantina gli esami di RM cardiaca eseguiti al Civico.

La metodica:

La metodica permette lo studio non invasivo del cuore e non prevede l’utilizzo di radiazioni ionizzanti. Trova le sue principali applicazioni nella cardiopatia ischemica acuta e cronica, riuscendo a distinguere tra miocardio sano o patologico e a indicare il possibile recupero dell’area interessata. Risulta, inoltre, importante nello studio dei processi infiammatori del miocardio, delle patologie del pericardio e nella valutazione di varie forme di cardiomiopatia grazie alle valutazioni quantitative morfo-volumetriche.

In particolare essendo l’unica metodica in grado di quantificare l’accumulo di ferro del cuore in modo non invasivo, la cardiorisonanza consentirà ai circa 2500 pazienti emoglobinopatici della Sicilia di poter usufruire di un programma di diagnosi e di cura personalizzato senza doversi recare in strutture specializzate in altre regioni (questo ancora avviene per circa il 20% dei pazienti siciliani) o senza addirittura rinunciare a un diritto di cura per motivi logistico-economici.

Solo in questo settore il potenziale risparmio del contenimento progressivo della spesa per i pazienti fuori regione è stimato in circa 140.000 euro/anno, a cui vanno aggiunti i costi indiretti per le spese di viaggio e i giorni lavorativi persi.

Il centro del Civico affiancherà il Policlinico di Palermo, diretto dal professore Massimo Midiri e l’Ospedale Garibaldi di Catania già inseriti nel network nazionale MIOT (Myocardial Iron Overload in Thalassemia)

“La cardiorisonanza – sottolinea il direttore dell’Unità Operativa di Radiologia dell’Arnas Civico, Domenico Messana – riveste un ruolo significativo nella valutazione della cardiomiopatia da sovraccarico di ferro, permettendo il monitoraggio del sovraccarico nel cuore, nel fegato e nel pancreas”. L’esame è quindi fondamentale per i pazienti affetti da talassemia major che ora possono contare anche su una azienda multidisciplinare come il Civico, dove è partito il “Progetto di Cardio RM”, elaborato dalle unità operative di Ematologia con Talassemia, di Cardiologia con Utic, di  Radiodiagnostica e della Formazione.

“Si tratta di una nuova offerta sanitaria dell’Arnas Civico  – afferma il commissario straordinario dell’Arnas Civico, Carmelo Pullara –  la cardiorisonanza magnetica rappresenta un ulteriore passo in avanti nella vocazione alla multidisciplinarietà che caratterizza l’azienda ospedaliera che, come già è avvenuto per altre unità operative, si è aperta a forme di collaborazione con altre strutture nell’ottica dell’accrescimento della formazione e quindi del miglioramento dell’assistenza”.

L’accesso al nuovo esame avviene tramite la valutazione degli specialisti dell’Ospedale Civico.

“Per questa collaborazione gli ingredienti vincenti da parte della Fondazione Toscana Gabriele Monasterio – afferma Alessia Pepe, Responsabile del progetto MIOT e del protocollo di intesa con ARNAS per Fondazione Monasterio–  sono stati da un lato l’essere un centro di cardio RM ad alto volume con forte tradizione clinico-scientifica dall’altro essere capofila del network MIOT fondato nel 2006 e che oggi vede coinvolti 10 centri di cardio-RM e 69 centri di talassemia con  più di 5900 esami eseguiti. Il data base MIOT viene oggi riconosciuto come uno dei più ampi e strutturati a livello mondiale per la ricerca in talassemia”.

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