Sport

Accardi: “Tornare a casa è sempre emozionante. Stasera cercheremo di fare la nostra partita”

Stasera Palermo- Empoli sarà una partita speciale per il palermitano Pietro Accardi, attuale team manager della squadra toscana. L’ex rosa, intervistato da “Rete Palermo” ha parlato della partita di stasera e degli anni passati anni nella sua Palermo:   L’Empoli di stasera sarà diverso da quello dell’anno scorso  “È vero, è cambiato tanto. Ma non sono cambiati lo spirito e la voglia di questoEmpoli di continuare a stupire; al Barbera cercheremo di portare a casa un risultato positivo giocando il nostro calcio, a prescindere dall’ avversario”.   Stasera torni al Barbera. Quali sono le tue sensazioni?Per me è sempre emozionante perchè ho passato parte della mia carriera con la maglia rosanero, ed essendo palermitano sono riuscito a raggiungere dei risultati importanti, quindi ne approfitto ben volentieri per ritornare a casa e abbracciare questa città che mi manca non vivendo più qui”.  La differenza fra il “tuo” Palermo e quello che affronterete stasera?  A parte gli interpreti del gioco, è cambiato tanto ma ciò che non è cambiata è la voglia del presidente di portare il Palermo sempre più in alto possibile, di raggiungere dei risultati e – prosegue l’ex numero 32 rosa – posso affermare che con Zamparini presidente ne sono stati raggiunti tanti e, soprattutto, ottimi”.   Sei stato uno dei protagonisti dello storico cammino che ha portato il Palermo in Serie A. Cosa ricordi di quell’anno?Quella è stata una grande festa per tutta la città, non avveniva da 32 anni. Una cosa che mi ricordo di questa cavalcata storica sono le due vittorie, in casa e fuori casa, contro ilCatania con cui c’è una rivalità sportiva da tanti anni, quindi – continua Accardi – questa la ricordo sempre volentieri perché da palermitano l’ho vissuta maggiormente”.   Esperienza a Empoli “Innanzitutto mi sta facendo crescere tanto, era un aspetto che non conoscevo perchè cambiano completamente le dinamiche. Capisci quanto e quale sia il lavoro di chi sta dietro il calcio giocato e l’importanza nella gestione delle risorse umane, elementi fondamentali per raggiugnere risultati positivi in campo”.   Ti manca il calcio giocato? Sarei un ipocrita se dicessi di no, il mio ritiro è stato dettato solo ed esclusivamente da una serie di infortuni che purtroppo mi hanno portato a smettere di giocare prima del dovuto, avendo smesso a trentuno anni. Di conseguenza direi che non mi manca, però in realtà non è così perché è tutta un’altra cosa: vivi le emozioni in prima persona in maniera differente”.

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.