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“Abstracta, da Balla alla Street Art”, esce fuori dagli spazi museali per un progetto a Floridia.

(di redazione) “Abstracta”, la mostra curata da Giuseppe Stagnitta, Giancarlo Carpi e Raffaella Bozzini, ospitata al Museo Gagliardi di Noto esce fuori dagli spazi museali per approdare nella zona artigianale di Floridia. Salvo Ligama, uno dei più importanti artisti italiani di Street Art, ha realizzato un murales che fa parte del progetto Impulsi Urbani 0.2 di Urban Center Floridia.

L’artista ha realizzato un‘opera dal titolo “Light Beauty”, ciclo pittorico che analizza la luce come materia pura, cristallizzata e scomposta in ogni suo gradiente, a sua volta incapsulato e riordinato in forme irregolari che si estendono dinamicamente in una continuità cromatica di mutamenti fisici sostanziali, declinando l’attitudine transitoria di ogni forma-colore.

“Archetipo – commenta Ligama – è un intervento pensato per una realizzazione site specific, finalizzato a creare un dialogo cromatico tra interno ed esterno, per unire le due superfici pittoriche in un’operazione che definirei cromosintesi. L’archetipo è il modello, appunto, la sorgente di ogni scomposizione scientifica e artistica dello spettro luminoso”.

Intanto continua il successo di “Abstracta”, la mostra che documenta il percorso innovativo dell’astrattismo italiano dai precursori futuristi agli ultimi esperimenti di street art dei più significativi artisti italiani contemporanei di questa corrente.

La Mostra è patrocinata dal Comune di Noto ed inserita fra i Grandi Eventi della Regione Sicilia e costituisce di oltre 70 lavori, provenienti da Fondazioni, Archivi e importanti collezioni private, opere significative degli artisti storici italiani che dialogheranno con le opere dei contemporanei.

La mostra descrive l’evoluzione dell’Astrattismo italiano, che nasce con i primi esperimenti di Giacomo Balla con una serie di quadri denominati “compenetrazioni iridescenti” del 1912 per passare all’astrattismo analogico dello stesso Balla, di Fortunato Depero, Julius Evola e in parte di Enrico Prampolini e Gerardo Dottori, nella seconda metà degli anni Dieci, fino alle sperimentazioni di Prampolini in chiave di “idealismo cosmico”, negli anni Trenta, con riflessi anche sulla produzione coeva di Arturo Ciacelli.

L’esposizione presenterà poi gli artisti che negli anni Trenta descrissero l’elaborazione astratta intorno alle teorie di Kn di Carlo Belli, tra Milano e Como, Carla Badiali, Alberto Magnelli – questi secondo una personale inclinazione all’astrazione risalente agli anni Dieci – Fausto Melotti, Mario Radice, Mauro Reggiani, Manlio Rho, Atanasio Soldati, Luigi Veronesi.

Nel complesso clima dell’immediato dopoguerra, fino a tutti gli anni Cinquanta, la mostra procede per decenni intersecando gli esponenti dei due principali gruppi astrattisti dell’epoca, Forma e MAC, Carla Accardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Achille Perilli, Giulio Turcato, Antonio Sanfilippo, e, per il MAC, tra Milano, Torino e Firenze, Gianni Bertini, Annibale Biglione, Oreste Bogliardi, Enrico Bordoni, Angelo Bozzola, Nino Di Salvatore, Albino Galvano, Jean Leppien, Mario Nigro, Ideo Pantaleoni, Adriano Parisot, Bruna Pecciarini, Regina, con la produzione coeva di alcuni astrattisti fondatori dell’Art Club, Enrico Prampolini, Joseph Jarema, fino ad alcuni esponenti dello Spazialismo, Lucio Fontana, Roberto Crippa, e alle espressioni di artisti più anziani di ascendenza figurativa come Corrado Cagli e Quirino Ruggeri, fino ancora al principale esponente di Origine, Giuseppe Capogrossi, con una apertura verso l’informale di Afro Basaldella, nonché verso il percorso originale, tra informale e astrazione lineare, di Bice Lazzari.

Nella parte dedicata agli anni Sessanta, vengono delineate le ulteriori proposizioni astrattiste del Gruppo 1, Gastone Biggi e Achille Pace, fino alle esperienze, tra Sessanta e Settanta, dell’arte cinetica e ottica, da Getulio Alviani ad Alberto Biasi a Grazia Varisco.

Tra Sessanta e Settanta, la mostra presenta anche le declinazioni di pittura analitica o “radical painting” di Claudio Verna, Paolo Cotani e Claudio Verna, Paolo Cotani e l’astrazione fenomenica di Michele Cossyro.

Come ponte verso le espressioni di Street art astratta più recenti, situate entro coordinate post-pop, la mostra presenta l’Astrattismo pop di Davide Nido, Roberto Pan, Alberto Parres e Veronica Montanino. Fino agli ultimi esperimenti di astrattismo nella Street Art con 108, GUE’, CT, Etnik, Moneyless, 2501, Sten Lex, Alberonero, Ligama, Tellas e Bros.

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