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Abbandono scolastico: Sicilia peggio della media nazionale

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Il 25% dei ragazzi siciliani di 18-24 anni lascia gli studi dopo la scuola dell’obbligo e risulta che il dato sui Neet siciliani ha raggiunto livelli preoccupanti, attestandosi sul 35,7%

Per la Sicilia è ancora un orizzonte lontano la convergenza verso il tasso medio nazionale pari al 18,2%, e soprattutto verso il traguardo europeo del 10% riproposto dalla Strategia Europa 2020. Il 28,5% dei 18-24enni siciliani è fuori dai circuiti educativi pur avendo al massimo frequentato la scuola dell’obbligo.

Il dato siciliano è particolarmente preoccupante, perché si inserisce in un contesto economico e occupazionale tra i più deboli del nostro Paese e si manifesta nell’ormai noto fenomeno dei Neet (Not in Education, Employment or Training), ovvero i giovani di età compresa tra 15 e 29 anni che non studiano e non lavorano.

Il dato sui Neet siciliani ha raggiunto livelli preoccupanti, attestandosi sul 35,7%. Con il protrarsi della crisi economica e l’aggravarsi delle condizioni occupazionali, tale valore sembra destinato ad aumentare, in assenza di interventi efficaci.

Ma paradossalmente, sembra che le poche risorse vengano erroneamente indirizzate verso fenomeni “che fanno audience”, mortificando i minori con indagini cliniche, approcci farmacologici e trasformando le loro manifestazioni di disagio per una scuola in crisi, in patologie al limite del ridicolo. Ultima in ordine di cronaca giornalistica il “Disturbo del Ritardo” che giustificherebbe il ritardo come nuova malattia psichiatrica, con relativa giustificazione medica!

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