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A Sala delle Lapidi imbarazzo e “solenni cretinate”. Parola del Presidente

«Facciamo comunicazioni da un’ora e un quarto. Abbiamo sentito le più solenni cretinate. I colleghi dovrebbero vergognarsi». Questo è il giudizio espresso dal presidente del Consiglio Comunale di Palermo, Salvatore Orlando, dopo gli interventi di apertura.

Tra i destinatari, probabilmente, due colleghe di partito: Federica Aluzzo e Pia Tramontana.

La prima ha preso la parola per ricordare l’importanza dell’iniziativa “Palermo incontra l’Argentina”, tenutasi nei giorni scorsi, auspicando «che faccia riflettere questo Consiglio Comunale sulla politica monetaria».

La seconda, invece, ha letto un lungo discorso con cenni alle dinamiche nazionali e affondi sulle difficoltà in cui versano le fondazioni liriche, tra le quali la Fondazione Teatro Massimo.

Tra un volo pindarico e l’altro, la consigliera di maggioranza ha persino fornito un assist al capogruppo del Pdl, Giulio Tantillo, che ha prontamente tratto le conclusioni del ragionamento: «l’assessore alla Cultura si deve dimettere».

A ben vedere, però, lo sfogo è servito al presidente Orlando per archiviare un episodio alquanto imbarazzante: la pubblicazione, a sua insaputa, di una bozza del nuovo Statuto, «predisposta insieme ai cittadini, ai comitati, alle associazioni».

Sollecitato da Tantillo, il primo rappresentante di Sala delle Lapidi si è affrettato a spiegare che «è stata presentata una bozza ma questa presidenza non ha aderito».

Eppure, nella prima pagina del documento, la Presidenza del Consiglio Comunale risulta tra i promotori della modifica.

Giulio Cusumano, membro della commissione Affari Generali, ha immediatamente preso le distanze dall’iniziativa: «non abbiamo trattato questo argomento, sconosciamo questa bozza».

Meno diplomatico Felice Bruscia, che della prima commissione è vice presidente: «il Sindaco non può espropriare il Consiglio Comunale del ruolo che ha, che è quello di scrivere lo Statuto e il Regolamento».

Nel dubbio, su indicazione di Orlando, questo percorso di «programmazione, trasparenza, partecipazione» potrebbe essere rimosso dal sito web del Comune.

I palermitani sono avvisati.

Alessandro Arcobasso

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3 commenti

  1. In effetti ho incontrato un’amica argentina che ,interrigata su che tipo di governo avessero,ha risposto”de mierda!”,l’incontro è evidente.

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