Economia & Lavoro

A Palermo si dibatte sul ruolo dell’Italia nelle missioni internazionali di pace

Foto di Francesca Del Grosso

Lunga carriera diplomatica quella che vanta  il consigliere diplomatico della Repubblica, Stefano Stefanini, che ieri sera presso Palazzo Branciforte ha preso parte all’incontro, che rientra nel ciclo di conferenze “L’Italia e la Politica Internazionale” organizzato nell’ambito dell’Alta Scuola di Politica Internazionale promossa da ISPI e Fondazione Sicilia. 

Stefanini ha fatto il punto della situazione sul ruolo dell’Italia su un tema molto dibattuto, le missioni di pace.

L’ambasciatore ha  affermato come il  termine missione di pace sia fuorviante e che  sarebbe più corretto parlare di sostegno alla pace o  mantenimento della pace. Poi fa riferimento all’articolo 42 della carta delle Nazioni Unite, e l’articolo 11 della Costituzione sul ripudio alla guerra,  per spiegare che il senso delle missioni di pace risiede proprio in tali leggi.

Poi ha sottolineato le ragioni che dovrebbero mantenere l’Italia attiva nelle missioni di pace, in primis ha affermato “per un interesse nazionale” , sottolineando la necessità di  mantenere la stabilità di paesi come la Libia, molto vicina fisicamente all’Italia e in special modo alla Sicilia, e i paesi Balcani dove l’ Italia gioca un ruolo di primo piano come partner commerciale.

Inoltre ha proseguito affermando: “Per solidarietà multilaterale, per dare il nostro contributo alle Nazioni Unite, in quanto possediamo le capacità per farlo, tutt’altro che trascurabili, tra cui la capacità di dialogo dei nostri militari con i popoli in difficoltà durante le missioni, l’addestramento d’eccellenza dell’arma dei Carabinieri, e soprattutto  per  garantire uno Status internazionale”.  

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