Cronaca

A Palermo “Laboratori itineranti contro l’usura”

“Il credit crunch, l’usura e i riflessi sul lavoro” è il titolo del convegno organizzato da Ugl Sicilia, tenutosi stamane presso la Sala Conferenze dell’Hotel dei Cavalieri, via S. Oliva 8, Palermo.

I lavori, ben definiti come dei “laboratori itineranti”, sono stati aperti e moderati dal Capo della Segreteria Generale dell’Ugl Antonio Scolletta alla presenza del Segretario Generale dell’Ugl, Giovanni Centrella e di tanti illustri esperti in tema di credito, impresa e usura.

“Una bella iniziativa per dare una spinta nuova alle banche – ha ricordato Claudio Marchesini, Segretario Ugl dell’Unione di Palermo – affinché il rilancio del credito a imprese e famiglie possa fare respirare di nuovo l’economia regionale e nazionale”.

Come ricordato da Giuseppe Monaco, Segretario regionale di Ugl Sicilia, “le difficoltà di accesso al credito tramite gli istituti preposti possono spingere, soprattutto le realtà imprenditoriali più piccole, a rivolgersi agli usurai” creando così un circolo vizioso che finirà per spingere ancora più in basso la realtà economica isolana. “È la percezione del rischio ad essere aumentata, non il rischio in sé”, ha poi aggiunto Monaco, ben individuando, in questo senso diffuso del pessimismo, le cause endemiche del difficile rilancio dello sviluppo.

Le cure? Quelle individuate, e chiaramente espresse, da Gregory Bongiorno – Presidente di Confindustria Trapani – prima e da Fabio Crapitti – bancario ed esperto di tematiche del credito – poi. “Anzitutto – ha ricordato Bongiorno – c’è da riscrivere il rapporto Banca – Impresa”. Un problema annoso, come lo stesso Bongiorno ha più volte ripetuto e che, nel corso degli anni, ha subito delle profonde variazioni nell’interazione relazionale fra gli attori coinvolti. Il rapporto “alla pari”, infatti, instauratosi fino agli anni ’90, ha dovuto fare i conti con le nuove regole dettate dall’ingresso del Paese nella Comunità europea e, pertanto, con un più forte senso del controllo che, dagli organismi comunitari, veniva richiesto.

Tuttavia, non solo le imprese si sono trovate impreparate, di fronte alle nuove necessità di trasparenza e chiarezza rappresentativa, ma gli stessi Istituti bancari si sono dimostrati scarsamente preparati nell’affrontare monitoraggio e valutazione delle richieste di credito ricevute, a causa di personale non specificatamente aggiornato verso le nuove direttive. L’introspezione verso le proprie competenze manageriali ed economiche, che portino verso una nuova visione del sé e dunque verso una più attenta, ma anche tranquilla e rilassata, preparazione e presentazione di strumenti quali il business plan e il piano di progetto avanzato per l’eventuale finanziamento, è allora auspicabile da parte delle aziende, così come una più attenta e competente analisi delle esigenze imprenditoriali sarò quanto invece sarà richiesto alle Banche di mettere in atto affinché il nuovo rapporto si dimostri proficuo e collaborativo.

La stessa linea di auspicabile cooperazione è stata, in seconda analisi, riproposta da Crapitti il quale ha inoltre ricordato le best practices già esistenti in “una delle tre Italia” (del Nord, del Centro e del Sud, ndr.), e più precisamente in Emilia e nel Triveneto in cui si sono attivati esempi di social lending, ovvero di quella forma di prestito che consente di ottenere somme di denaro a tassi d’interesse molto convenienti perché provenienti da gruppi di privati e pertanto senza l’intermediazione di un istituto di credito, che stanno provando a creare quella “sinergia” necessaria ad una ripresa economica concreta, soprattutto durante il periodo di crisi congiunturale contingente.

“Il credit crunch – ha aggiunto Crapitti, esiste anche in contesti nazionali solidi ed esemplari (Svezia, Norvegia, ma anche Australia), perché la stretta creditizia è un fenomeno ciclico che appartiene ad ogni circuito economico, ciò che varia è l’atteggiamento degli attori coinvolti – Pubblica amministrazione – St ato – mondo imprenditoriale – che tendono a operare in contesti collaboratavi e propositivi e non in stati di timori, sospetti e tentativi di inganno”.

I lavori sono poi seguiti con gli interventi di Paolo Salerno, Presidente dell’associazione contro usura e antiracket e Claudio Antonelli, Consigliere della Corte d’appello di Palermo, Sezione Lavoro, nonché con i saluti di diversi intervenuti, in veste istituzionale o di interesse personale, di diversi istituti bancari e dell’Assemblea Regionale Siciliana.

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