Cultura

A Palazzo Sant’Elia impazza il Pop

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Tre decenni della nostra vita, dagli anni ’50 fino a sfiorare l’inizio degli ’80 attraverso sei sale o meglio sei set quasi cinematografici ricchi di memorabilia in mostra per la prima volta in campo nazionale. E’ BEAT POP VINTAGE, esposizione ideata e allestita da Ninni Arcuri che si inaugura, nell’ambito di Provincia in Festa 2012, giovedì 27 settembre alle ore 18 nelle sale della ex Cavallerizza di Palazzo Sant’Elia di via Maqueda, 81 a Palermo. La mostra che rimarrà aperta fino al 25 novembre, racconta attraverso oggetti e ambientazioni quasi mezzo secolo di design e stili di vita.

“Ripercorrere la strada della memoria – sottolinea il Presidente Giovanni Avanti – è sicuramente un esercizio divertente che consente di recuperare frammenti della propria vita. Visitare questa mostra può essere l’occasione per far scoccare la scintilla del dialogo fra diverse generazioni nel nome della memoria. Ma anche un modo per ritrovare il fascino delle piccole cose, per sottrarsi un istante dalla frenesia consumistica del nostro tempo “usa e getta” e apprezzare lo stile, l’essenzialità e la longevità degli oggetti inventati ed usati dai nostri padri”.

Non mancano i pezzi rari se non unici, ad iniziare dal televisore Muniz, reso celebre dalla sua presenza nel salotto di casa Kennedy ed immortalato nel documentario che racconta la vita privata del Presidente. Di eguale valore storico ma addirittura di maggiore importanza dal punto di vista del design, un pezzo firmato da Salvator Dalì, lo Space Ball, una particolarissima sorgente musicale creata per essere sospesa dall’alto. E anche un omaggio ai Beatles a cinquant’anni dal loro esordio: un pannello pubblicitario che nel 1968 promuoveva in un negozio di Londra il lancio del mitico White Album dei Fab Four.

Di grande valore la lampada bicolore “Birillo”, ormai introvabile, e realizzata negli anni Settanta da Venini in vetro di Murano. Nella sala iniziale lo spazio dedicato al “riuso” con una serie di mobili rivisitati, rivestiti in plexiglass e illuminati a tecnologia led: dal tavolo da falegnameria all’imponente cassettiera da tipografia fino a juke box con meccanica a vista e vistose poltrone in puro stile pop. Altro pezzo unico la chitarra realizzata a mano nel laboratorio di acustica Eco negli anni ’70 e suonata da Ivan Graziani in molte sue memorabili incisioni e regalata a Ninni Arcuri, suo Road Manager.
Le visioni oniriche dei Pink Floyd e dei Doors sembrano materializzarsi nella “Pop Room” dai muri decorati in stile psichedelico e illuminati in modo singolare e nella quale campeggia un ammiccante divano anni ’70. Uno spazio che i visitatori e professionisti della fotocinematografia potranno utilizzare, a richiesta, come vero e proprio “teatro di posa”.

Dalle atmosfere contestatrici e border line della Pop Room si può fare un salto nella tranquillizzante sala da barba, rimasta identica nella sua rassicurante essenzialità nell’arco di quasi quarant’anni. Accanto a quattro poltrone da adulto e una per i difficoltosi tagli di capelli ai bambini, una cabina telefonica e il salottino con tanto di riviste rigorosamente d’epoca e rigorosamente da sala da barba.
A fare da “camera di compensazione” fra la Pop Room e il Barber Shop un’installazione rigorosamente anni Settanta con flipper, Juke box, mobile bar, tappeti in vacchetta, poltroncine e i più rappresentativi vinili a 33 e 45 giri: da Battisti a Caterina Caselli passando per Equipe 84, Janis Joplin, Pink Floyd, il White Album dei Beatles, la colonna sonora di Hair fino al malinconicamente profetico oltre che rarissimo 45 giri “Io non ci sarò” di Lucio Dalla.

Ci si ritrova in pieno spleen alla Philippe Delerm e i suoi piccoli piaceri quotidiani nello spazio che ripropone in tutta la sua istintiva intimità la cucina dei nostri nonni con lo “stipo-formaggiaia” dove trovavano posto la “Cristallina” e il Bicarbonato, il barattolo del caffè Paulista fino al detersivo e alla “spugnina” in lana d’acciaio comprata a peso. Un ambiente curato fin nei minimi dettagli con decine di chicche da scoprire: dalla macchina da cucire Singer alla cucina in ghisa e smalto della tedesca Jungens. A fare da degna appendice alla sala la Lambretta Innocenti LI 150 nei colori pastello rosso-verdi del 1961.

E sempre per le due ruote, fra gli altri modelli, in mostra la Royal Enfield in allestimento “Army”, in dotazione all’esercito coloniale inglese in India dal 1951, attualmente ancora in produzione e personalizzata dal Garage McQueen di Bologna per Ninni Arcuri e la mitica bici Graziella ripiegabile.
Una mostra tutta da scoprire fra mille gadget e reperti tra i quali ognuno potrà scegliere idealmente i più divertenti, curiosi, belli, kitch o semplicemente scovare un piccolo ritaglio della propria vita.

Comunicato Stampa

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