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ITINERARI DI SICILIA: MODICA, LA CITTA’ CHE OSA E SEDUCE. OLTRE IL CIOCCOLATO.

Modica, “Città del Pane”, “Città dell’Olio”, del cioccolato – razza bovina modicana

(di Valentina Cammarata) Definitivamente fuori dalla modalità infradito e costume da bagno e con i primi sentori di inverno alle calcagna, non ci resta che trovare un valido sostituto alle recenti abbuffate di gelato, ristoro della mente e del corpo dei caldi mesi estivi. Birre e cocktail ghiacciati cedono il passo alla grande varietà vitivinicola siciliana. Le prime giornate di novembre ci hanno fatto coprire un po’ di più e quindi via anche a nuovi itinerari enogastronomici a base di sapori,consistenze e calorie più affini alle temperature che stanno rapidamente scendendo. Non solo. Con un ventaglio di prodotti DOP, DOC e IGP da fare invidia a un’intera nazione, in connubio con un’offerta culturale e paesaggistica sontuosa e la valorizzazione di antichi mestieri sempre più rari, la Sicilia gode di un talento esclusivo nel compiacere il palato, la vista e la mente di chi vuole gradire i nostri sapori e i nostri percorsi regionali a 360 gradi.Questa è la volta di Modica.
Città dei Sapori, del Pane, dell’Olio e del Gelato (sì, ancora gelato!). Abitata nel tempo da Greci, Romani, Sicani, Fenici e Arabi vanta un ricco repertorio archeologico, culturale e turistico tra i più floridi del Mezzogiorno, non a caso è sito UNESCO dal 2002. Ma procediamo per gradi, alla domanda perché visitare Modica si risponde che è un “must to do ”, una cosa assolutamente da fare. Vuoi perché Modica è una cartolina tardo-barocca vivente, con rimandi medievali e preistorici, vuoi per l’eccellenza dei prodotti agroalimentari, vuoi per la qualità e la varietà dell’offerta culturale che spazia dal nuovo all’antico.

Il tessuto urbano si presenta scenograficamente intricato ma riuscito: un complicato puzzle tridimensionale in cui casette, viuzze e lunghe scalinate modellate sui declivi delle colline si rincorrono l’un l’altra. Centinaia di grotte di origine preistorica inglobate nelle costruzioni edilizie danno vita ad una originale composizione di volumi, sovrapposizioni e incastri tanto necessaria quanto esteticamente riuscita. Un’urbanistica che la rivista “Dove” ha definito folle, continuando poi così: “La città è un’oasi colta e felice che seduce a prima vista, grazie anche allo stile di vita rilassato”.

   Cava Ispica, Cava Lazzaro e Cava dei Servi sono tra le più importanti stazioni archeologiche della Preistoria siciliana. Disseminate per chilometri di miriadi di grotte naturali o scavate nella roccia dalle mani dell’uomo, isolate o contigue o addirittura comunicanti tra loro tramite botole artificiali praticate nelle pareti rocciose e poi adibite ad abitazioni, luoghi di culto o ad uso funerario, questi tre siti costituiscono delle vere e proprie città nella città, non possiamo mancare l’occasione di visitarne almeno uno.

Il centro storico è d’impianto medievale e resta dominato dal Castello dei Conti di Modica e dalla Torretta dell’Orologio tuttavia in seguito al terremoto del 1693 è stato ricostruito in chiave tardo-barocca e specificatamente in Barocco Siciliano, così Il Duomo di San Giorgio, il Duomo di San Pietro, la chiesa di Santa Maria del Gesù, la Chiesa di San Giovanni Evangelista … (la lista dei siti architettonici è molto estesa) raccontano una storia di opulenza e di rivalsa e restituiscono allo sguardo dell’osservatore bellezza ed armonia.

Vi è poi una Modica letteraria, quella di Andrea Camilleri e del Commissario Montalbano, di Salvatore Quasimodo e della casa in cui nacque e trascorse i primi cinque giorni di vita, oggi sede museale. Qui, da un vecchio nastro la voce del poeta recita alcune sue poesie e il discorso che lesse a Stoccolma in occasione della consegna del Nobel dal titolo “Il Politico e il Poeta”, era il 1959. E se tutto questo non dovesse bastare Modica si fa femmina e ti prende per la gola. Ricotta, caciocavallo e formaggi freschi, le prestigiose carni della razza bovina modicana, le carrube, l’olio DOP Monti Iblei e la famigerata cioccolata artigianale di modica, prezioso lascito della tradizione azteca. Sul gusto del cioccolato modicano Leonardo Sciascia si espresse così: “di inarrivabile sapore, sicché a chi lo gusta sembra di essere arrivato all’Archetipo, all’assoluto.”

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