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“La Duchessa di Chicago”, il fascino dell’operetta con il gusto del musical – Teatro Franco Zappalà

Dopo il successo dell’intensissimo lavoro di Eduardo De Filippo “Le voci di dentro, approda sul palco del Teatro Franco Zappalà di via Autonomia Siciliana 123/a, venerdì 29 gennaio 2015 alle 17,30, la seconda operetta della stagione “La Duchessa di Chicago” di Emmerich Kalman, edito da Josef Winberger e della quale l’agente rappresentante per l’Italia è Edizioni Curci srl. L’autore ungherese volle misurarsi con le nuove creazioni d’oltre oceano, infatti, andò in America e strinse saldi legami d’amicizia con i rappresentanti della “new wave” americana, tra i quali George Gershwin, che compose proprio sul pianoforte di Kàlmàn la sua “Rapsodia in blu”. Fu in quel momento che, da artista sensibile e duttile quale era, Kàlmàn maturò la decisione di apportare delle modifiche al suo modo di comporre: il confronto con Gershwin lo aveva investito di una nuova, inesorabile energia.

Laduchessa di Chicago defAccordandosi con esperti librettisti pensò di scrivere un’operetta che evidenziasse il contrasto fra melodie viennesi post-straussiane e accenti “alla Gershwin”. Nacque così un prodotto singolare nel firmamento operettistico, “La duchessa di Chicago” con il gusto del musical americano e il fascino dell’operetta. Presentata in “prima” mondiale il 5 Aprile 1928 al Theater an der Wien di Vienna, “La duchessa di Chicago” ebbe un successo lusinghiero in tutta Europa facendo apparire piccolo ogni teatro ove veniva rappresentata. Si scrisse di questa operetta: “E’ uno degli esempi più riusciti del genere, grazie alle melodie di Kàlmàn che si ascoltano sempre con grande diletto. I suoi valzer sono intessuti di un canto dolce, di languore sentimentale che parla al cuore; i charleston e gli shimmy si svolgono invece con un movimento frenetico; con motivi felici su accompagnamenti sempre nuovi. In questo nuovo lavoro Kàlmàn è dunque uscito trionfante, meritando il plauso incondizionato del pubblico” La vicenda ruota intorno alla figura della giovane americana Mary Lloyd (Catia Gianfelice) che scommette con le altolocate e ricche amiche del circolo esclusivo da lei frequentato (Il Club delle giovani eccentriche) chi fra loro saprà acquistare la cosa più costosa reperibile in Europa. Nel frattempo, in Europa, lo stato della Sylvaria è sull’orlo della bancarotta. Il principe Sándor Boris (il tenore Domingo Stasi) e i suoi ministri con il re Pancrazio (Paolo La Bruna) cercano di tenere tranquilla la popolazione Pensano allora che un matrimonio fra teste coronate possa funzionare come diversivo alle inquietudini della gente. Il principe decide così di fidanzarsi, sia pure in assenza di un vero sentimento, con l’amica di vecchia data, la principessa Rosemarie di Morenia (Claudia Bua). Intanto, Mary arriva in Europa dove incontra quello che crede essere il principe, mentre il vero principe si cela sotto le spoglie di un aiutante di campo. Annoiata dal valzer viennese suonato al night club, la giovane – appassionata di charleston – si accorge di provare maggiore attrazione per l’aiutante del principe piuttosto che per il nobile stesso e si reca in Sylvaria con l’intenzione di comprare il palazzo reale.

12494967_10208405591395949_7587017959761837440_nRimane spiazzata quando apprende la vera identità del principe, che continua a ‘nascondersi’ sotto le vesti dell’aiutante di campo. Superato il momento di sorpresa, decide quindi che dovrà avere, una volta acquistato il palazzo, anche il nobiluomo. Mentre Mary e il principe continuano nel litigare a proposito dei rispettivi gusti in fatto di ballo (lui portato al valzer; lei con una grande passione per il charleton), James Bondy, il segretario particolare di Mary (Serge Manguette), e la principessa Rosemarie, che lo ha decisamente preferito al principe Boris, fuggono dal regno di Sylvaria. Il lieto fine avrà un classico finale in happy end tipico dello stile americano. Fra un valzer viennese ed un charleston, l’amore trionfa e il compromesso finale verrà trovato su un ballo di fox-trot. Completano il cast: Nicolò Prestigiacomo, Cocò Gulotta, Silvana Di Salvo e Rosario Fortunato. E’ un’operetta comicissima intrisa di melodie sognanti e frizzanti, degna di attenzione. E’ per questo che il Teatro Franco Zappalà proporrà al pubblico questo spettacolo meraviglioso, avvalendosi della regia e delle coreografie di Serge Manguette, già noto per aver messo in scena durante la scorsa stagione un’esaltante “No no Nanette”, coadiuvato dagli adattamenti coreografici di Giuseppe Minnella. Direttore d’orchestra e del coro è il M. Michele De Luca. Gli allestimenti scenici sono di Giovanni Vallone, i costumi di Domenica Alaimo, Luci e Audio di Francesco Di Gesù e Giovanni Russo.


“La Duchessa di Chicago” di E. Kalman, l’affascinante operetta con il gusto del musical americano

GLI APPUNTAMENTI

venerdì 29 gennaio ore 17,30

sabato 30 gennaio ore 17,30

sabato 30 gennaio ore 21,15

domenica 31 gennaio ore 18,00.

IL CAST     

Serge, Manguette, Catia Gianfelice, Domingo Stasi, Paolo La Bruna, Claudia Bua, Silvana Di Salvo, Nicolò Prestigiacomo, Cocò Gulotta, Roberto Spicuzza, Rosario Fortunato

Direttore d’orchestra e del coro M. Michele De Luca

Coreografie Serge Manguette

Adattamenti Coreografici Giuseppe Minnella

Regia di Serge Manguette

Gli allestimenti scenici sono di Giovanni Vallone, i costumi di Domenica Alaimo, Luci e Audio di Francesco Di Gesù e Giovanni Russo.

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Panasci

Giornalista editore e musicista. Da 20 anni anche produttore

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