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Iachini: “Col Palermo ottimo rapporto. Non condividevamo più certi aspetti. Soddisfatto della mia carriera”

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E’ passato poco più di un mese dal suo esonero e l’ex allenatore del Palermo Beppe Iachini è tornato a parlare della sua avventura in rosa. L’ha fatto attraverso i microfoni di Sportitalia: “Ci siamo lasciati bene. Dopo due anni, come capita nei matrimoni ci sono quei momenti dove non si condividono determinate cose, così nel calcio ci si lascia. Rimane il rispetto e la stima da entrambe le parti. In due anni e mezzo sono state fatte cose positive. Splendida cavalcata promozione, tanti record, un grande campionato l’anno scorso, abbiamo valorizzato tanti giovani. Sapevamo che l’inizio non sarebbe stato facile, erano arrivati tanti nuovi giocatori e quindi dovevamo impiegare più tempo per mettere l’auto in carreggiata. Per il resto avevamo gli stessi punti dell’anno prima”.

Esonero per la brutta classifica? La classifica non c’entra. Un motivo specifico non c’è, avevamo ringiovanito ancora di più la rosa quindi ci voleva più tempo. Certo avrei preferito rimanere, ma auguro al Paermo di fare bene e ripeto i rapporti tra di noi sono sempre stati ottimi”. Dybala? “Le sue grandi qualità sono evidenti a tutti. Quando arrivai a Palermo era un puledro allo stato brado. All’inizio tutta la piazza era perplessa sul suo ruolo ideale nel reparto avanzato. Si capiva subito che il ruolo ideale per lui era quello del centravanti. Abbiamo lavorato molto su di lui e il mio preparatore è stato bravo perchè si è concentrato sulla forza esplosiva di Paolo. E’ cresciuto molto anche a livello tecnico e già a 20 anni è esploso. Mandzukic, Zaza e Morata hanno meno caratteristiche da seconda punta rispetto a Dybala. In futuro sarà un grande attaccante di profondità”.

Percorso da allenatore? Sono orgoglioso di quello fatto fino a ora. In cinque anni ho ottenuto quattro promozioni in piazze diverse, qualche volta anche subentrando. In questi due anni a Palermo ho rifiutato anche una chiamata della Sampdoria, volevo rispettare il contratto”. Vazquez? “A lui mancava fiducia e spazio. Le qualità le aveva e io ho cercato di costruire un modulo per farlo esprimere al meglio. Pian piano la fiducia e la voglia di fare sono cresciuti in lui. Può giocare sia da trequartista che da seconda punta, in futuro potrà fare le fortune di una grande squadra”.

Fuori rosa? “Il gruppo di giocatori del Palermo è un gruppo serio e professionista. Queste scelte sono prese di posizione della società, io non ho dubbi sulla professionalità dei ragazzi messi fuori rosa. Sono contento di aver contribuire a mantenere i bilanci attivi della società. Tutto il buon lavoro fatto con i ragazzi è stato frutto della giusta mentalità, spirito e atteggiamento”.

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