CulturaPrimo Piano

Asse della droga tra Napoli e Palermo: blitz della polizia, 7 arresti

Droga polizia hashishLa squadra mobile di Palermo, guidata da Rodolfo Ruperti, ha scoperto un traffico di stupefacenti pari a mezza tonnellata tra hashish e cocaina. L’indagine, durata tre anni, ha permesso di ricostruire l’asse criminale tra camorra e cosa nostra, ed è inevitabilmente emersa la collaborazione dei boss palermitani con la camorra, infatti tra i destinatari delle misure cautelari, su richiesta della Dda, ci sono soggetti collegati a clan camorristici. Le misure cautelari sono scattate per sette persone.

I destinatari dei provvedimenti sono: Vincenzo Ferro, 39 anni, Giuseppe Ferro, 48 anni, G.G.B, 37 anni, Francesco Scimone, 46 anni, Giovanni Alessi, 39 anni, P.A, napoletano di 46 anni e Domenico Capuozzo di 53 anni anche lui di Napoli.

Nei tre anni di indagini la polizia ha sequestrato più volte stupefacenti, tramite rinvenimenti che hanno portato a decine di arresti di corrieri della droga. L’indagine ha avuto il merito di smantellare l’intera organizzazione criminale che operava lo smercio sul territorio siciliano.

Secondo gli inquirenti il versante della zona di Palermo era sotto il controllo di Giovanni Alessi e Francesco Scimone, quest’ultimo è figlio e fratello di due membri della famiglia mafiosa di Brancaccio. I due si occupavano dell’approvvigionamento delle sostanze stupefacenti mettendosi in contatto con referenti che operavano a Napoli, tra cui Capuozzo, pregiudicato per stupefacenti e affiliato a clan camorristici. Ad “aiutare” l’organizzazione ci sarebbe un insospettabile impiegato di un ufficio di consulenza fiscale, che avrebbe stipulato contratti di affitti di box e magazzini, poi utilizzati per nascondere chili di droga.

Capuozzo avrebbe rivestito un ruolo cardine nei rapporti con i “clienti” palermitani e P.A avrebbe fornito assistenza sia sulla vendita che sul trasporto della droga dalla Campania alla Sicilia. Gli intermediari tra l’associazione palermitana ed i fornitori campani erano invece i fratelli Ferro, uno dei quali ha già precedenti per droga e per associazione mafiosa ed estorsione aggravata, reati che gli inquirenti hanno ricondotto al suo legame con la famiglia mafiosa di Porta Nuova e con il boss Alessandro D’Ambrogio. Entrambi si occupavano della ricezione, dello smistamento e dell’occultamento delle sostanze stupefacenti, coadiuvati dall’unico insospettabile del gruppo G.G.B., ovvero l’impiegato dello studio di consulenza che metteva a disposizione del gruppo i locali per nascondere la droga.

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.