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Palermo, studenti in piazza “contro la crisi e l’austerità”

Foto Internet

Sono stati migliaia gli studenti che hanno protestato lungo le vie del centro di Palermo. Un lungo serpentone partito da piazza Politeama, arrivato poi a piazza Indipendenza di fronte il palazzo della Regione Siciliana.

In segno di protesta, sono stati bruciati centinaia di fac simile elettorali. Il corteo di protesta è stato promosso dal Coordinamento degli studenti medi, dai collettivi studenteschi, dal fronte della Gioventù comunista, dai centri sociali, da ex Carcere e Anomalia. Collettivi e associazioni oggi sono in marcia anche a Roma, Milano e Napoli. A Palermo significativa la presenza di studenti delle scuole Garibaldi, Vittorio Emanuele II, Benedetto Croce e Umberto I.

Contro crisi e austerità riprendiamoci scuole e città” si legge sullo striscione dietro il quale sfilano i ragazzi, cinquemila secondo il Coordinamento studenti medi che ha organizzato la manifestazione, che si inserisce nella giornata di mobilitazione nazionale contro il governo Monti, ma vuole anche opporsi “alla casta politica locale, capace solo di imporre tagli ed austerity ma mai di rispondere ai bisogni sociali di Palermo e dell’intera Regione”, dicono i leader studenteschi.

I ragazzi protestano contro una politica che di fatto rende la scuola sempre più di classe. Tagli indiscriminati al personale e alle risorse, libri che diventano anno dopo anno sempre più cari, quando invece l’istruzione dovrebbe essere garantita a tutti, soprattutto per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro. Con loro hanno sfilato, unico sindacato presente, rappresentanti dell’Unione sindacale di base: “Siamo sempre stati vicini alle lotte dei ragazzi dei collettivi e dei centri sociali, e loro alle nostre. Sono rimasti l’unica vera opposizione, contro politiche di austerità che sembra mirino a impoverire culturalmente la nostra società. Lo dico da sindacalista e da padre, rischiamo di andare verso una società troppo facile da controllare”, dichiara Sandro Cardinale, portavoce Usb.

Con loro anche una rappresentanza dei lavoratori della Gesip e di precari della scuola. Mauro Buccheri, insegnante precario di filosofia e storia si sente vicino alla protesta dei giovani “perché finora,le politiche del governo Monti, come tutte quelle messe in atto finora,  non hanno risolto nessuno dei problemi della scuola”. Intanto il traffico in centro è stato paralizzato a causa della manifestazione.

Il Moderatore

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