Primo PianoSpazio Libero

28 ottobre 2012: le elezioni regionali dei ‘voltagabbana’

I ‘santini’ di Paladino

Fra due settimane il popolo siciliano saprà chi sarà il successore di Raffaele Lombardo e da chi sarà composta l’Ars. E non c’è da stare felici. Perché la campagna elettorale – decisamente sottotono – non solo sta dimostrando che le facce sono sempre le stesse ma che i partiti politici assomigliano sempre più a delle ‘squadre di calcio’ piuttosto che a delle ‘associazioni’ in cui i membri sono accomunati dallo stesso impianto ideologico e dagli stessi obiettivi ‘.

Da un lato, infatti, il 90% dei deputati uscenti sta ‘lottando’ per la riconferma; dall’altro, sono vari i cambi di casacca a cui stiamo assistendo, come se un politico fosse un giocatore alla ricerca della rosa migliore per raggiungere l’ambito scranno (e i relativi privilegi).

Come non menzionare, ad esempio, il candidato Antonio Paladino, 49 anni, che nel giro di una giornata è passato da un partito all’altro – dall’Udc al Grande Sud – cambiando di conseguenza il referente per Palazzo d’Orleans: da Rosario Crocetta a Gianfranco Micciché. Il suo ‘santino’ ha fatto il giro d’Italia ed è ulteriore dimostrazione della fine delle ideologie e dell’uso ‘utilitaristico’ dei partiti/contenitori.

Ma Paladino non è il solo. Alle regionali è candidato anche Alberto Campagna, ex vicepresidente del consiglio comunale, prima del Pdl ed ora dell’Udc. Lo stesso dicasi per Giovanni Di Giacinto, sindaco di Casteldaccia, che nel giro di un canto di un gallo è passato da Grande Sud alla Lista Crocetta Presidente.

Poi c’è anche Fabrizio Ferrandelli, ex enfant prodige di Italia dei Valori che, dopo la diaspora alle amministrative parlamentari, si trova candidato nel Partito Democratico.

Senza dimenticare, infine, la particolare alleanza tra il citato Udc e Rosario Crocetta. Cesa, Casini & Co. possono dire ciò che vuole ma i cattolici del ‘partito’ non avranno davvero alcuna remora a votare un omosessuale che, intervistato a settembre da Il Fatto Quotidiano, ha affermato: “Io da presidente continuerò senz’altro la mia battaglia per i diritti civili nell’ambito delle possibilità normative della Regione“.

Aveva ragione Giorgio Gaber quanto cantava: “l’ideologia” “al momento dov’è andata non si sa”. E chissà se ritornerà mai…

Mi fermo qui. Almeno per il momento… Da qui al 28 ottobre c’è tempo per ‘schifiarci’ ancora di più…

Machiavelli

I vostri post su Ilmoderatore.it senza censura? Inviateli a redazione@ilmoderatore.it

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Un Commento

  1. Ormai non mi sorprendo più di niente. A conferma ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, che in politica contano le poltrone e non le idee.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.