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16 mln di euro sotto sequestro per i negozi Bagagli

Palermo. Un altro importante nome finito nella realtà della mafia. Infatti tramite un provvedimento della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo sono andati sotto sequestro i negozi Bagagli del capoluogo siciliano, di Catania e di Bagheria. Inoltre passano in amministrazione giudiziaria anche i terreni, le case, i conti correnti, macchine e persino uno yacht. Le indagini della Dia riguardano il titolare Filippo Giardina, che a quanto pare avrebbe come socio “non dichiarato” il boss Salvatore Milano.

Filippo Giardina è sempre stato visto come un uomo devoto al lavoro e rispettoso verso i suoi dipendenti; iniziando dal nulla, poi dall’apertura del primo negozio, lo stemma Bagagli è divenuto nel corso degli anni noto in tutta la Sicilia. Tra i primi nel settore accessori, borse e scarpe delle più famose griffe, Filippo Giardina quindi si ritrova all’interno di questa indagine a sfondo mafioso. Anche grandi nomi e calciatori hanno prestano il loro volto per sponsorizzare in questi anni il nome Bagagli, e anche sue queste pubblicità le indagini stanno facendo il suo corso.

Il valore dei beni sotto sequestro, a quanto pare ammonta ad una somma di 16 milioni di euro.  Il sequestro è arrivato su richiesta del procuratore aggiunto Vittorio Teresi e del sostituto Dario Scaletta. Le indagini, affidate alla Dia, hanno potuto analizzare il patrimonio di Filippo Giardina, titolare della Bagagli srl.  Ciò che si è riscontrato è che si sarebbe intestato artificiosamente le proprietà dei negozi in nome e per conto di Salvatore Milano, appartenente della famiglia mafiosa, arrestato nel 2008 ed oggi agli arresti domiciliari.

Al momento la misura preventiva coinvolge i beni e la presunta pericolosità sociale dei due soggetti deve essere decisa dal Tribunale di Palermo.

Spesso ormai dietro un grande nome non vi è mai la trasparenza. Quando si crea una potenza commerciare sembra poi quasi automatico che dietro quell’apparenza ci sia la realtà della mafia e quasi sempre questa ipotesi viene confermata. Perché la mafia deve prendere tutto e tutti? Perché ancora non è possibile sconfiggerla? Cosa hanno da dire le cariche politiche in merito a tutto questo? Perché un uomo come Filippo Giardina, visto dalla gente comune come il datore di lavoro migliore per eccellenza dovrebbe entrare anche lui tra le strade buie della mafia?

Una cosa è certa. La mafia continua ad incombere sulla nostra società in maniera subdola, sporcando le mani di chi inizialmente le aveva pulite e sotterrando sempre di più il nome dell’Italia.

 

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