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È morta Gae Aulenti, architetto di fama mondiale

E’ morta la scorsa notte nella sua casa a Milano Gae Aulenti, architetto designer famosa in tutto il mondo. Nata nel dicembre 1927, avrebbe compiuto tra poco 85 anni. Aulenti, malata da tempo, aveva fatto l’ultima uscita pubblica lo scorso 16 ottobre, quando aveva ritirato il premio alla carriera conferitole dalla Triennale. Parigi, Barcellona, San Francisco, Tokyo, Siviglia, Gerusalemme e poi Venezia, Firenze, Roma: Gae Aulenti ha lasciato il segno in decine di citta’ del mondo, con riqualificazioni uniche nel loro genere (come quella della Gare d’Orsay), ristrutturazioni (Palazzo Grassi a Venezia, le ex-Scuderie papali al Quirinale, il Palavela a Torino, l’aereoporto a Perugia),  nuove costruzioni (l’Istituto Italiano di cultura a Tokyo). Ma Gae Aulenti e’ stata anche design (celebre la lampada ‘Pipistrello’), scenografa (ha collaborato con Luca Ronconi) e ha allestito decine di mostre, esposizioni,  e importanti sedi museali. Sapeva leggere il contesto e questo era il suo valore aggiunto, perché le radici sono nascoste e sotteranee e il saperle riconoscere  e farle apparire è il grande lavoro di rilettura  storica del luogo La morte  di Gae Aulenti, colpisce anche Palermo in quanto, uno dei suoi ultimi interventi di restauro ha  riguardato Palazzo Branciforte Palazzo Branciforte nel Mandamento Castellamare in via Bara all’Olivella, fu edificato alla fine del XVI secolo da Nicolò Placido Branciforte Lanza conte di Raccuja e fu una delle più eleganti dimore di Palermo. Da dicembre 2005 è divenuto proprietà della Fondazione Sicilia che, sotto la guida di Giovanni Puglisi, nel 2008 ha dato finalmente il via al restauro affidandone il progetto allo studio di Gae Aulenti .I lavori di restauro sono  durati quattro anni e la mano lieve e decisa di Gae Aulenti ha permesso di fornire sicurezza all’immobile, garantendo un ripristino fisiologico dei luoghi, senza alcuna invasività, ma con la cura di dare alla nuova dimora prestigio e funzionalità. Durante il restauro sono stati ripristinati gli spazi più significativi che, a causa di vari bombardamenti avvenuti in epoche diverse, avevano perso la loro funzione originaria .La particolarità  dell’edificio è la struttura lignea, ultima testimonianza del Monte dei Pegni di Santa Rosalia, ricca di storia con le sue scaffalature in legno, le scale interne, i palchetti, i ballatoi e gli spazi per custodire gli oggetti lasciati dai palermitani negli anni in cui il palazzo era la sede del Monte dei Pegni.

Il nostro ricordo per la signora dell’architettura

Giada Mercadante

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Francesco Panasci

Giornalista ed Editore ma anche musicista e produttore.

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